650 al minuto: L'incredibile storia del Kalashnikov
- Health & Fitness
- Nutrition
- Fitness
Il piccolo Mikhail Kalashnikov vive nel villaggio contadino di Kurya, territori russi dell’Altaj, con la sua numerosa famiglia. Finiti nella lista dei kulaki, vengono spogliati di tutto e deportati in Siberia. Ma le difficoltà aguzzano l’ingegno, e il giovane Mikhail si scopre inventore già in tenera età. Un giorno, la sua creatura, il fucile Kalashnikov, mieterà più vittime della bomba atomica, ucciderà più del virus dell’HIV e di tutti i terremoti messi uno sull’altro. Fidel Castro ne regala uno a Salvador Allende, che lo userà per togliersi la vita. Alcuni lo stampano sulla propria bandiera, ma il Kalashnikov è esso stesso una bandiera: rappresenta i Paesi del blocco orientale nella guerra del Vietnam, dove l’Occidente capitalista si affida invece alla creatura di Eugene Stoner, l’M-16. In Africa, mistici al servizio di spiriti dell’aldilà comandano battaglioni che non hanno mai imparato a combattere, ma sanno sparare con un AK-47. Non occorre un addestramento per usarlo. Bastano le braccia di un bambino. Dopo aver procurato onori e gloria al suo inventore, il fucile del sergente Kalashnikov seminerà morte e devastazione grazie a governanti corrotti, servizi segreti disposti a tutto e contrabbandieri senza scrupoli. Quella di Misha e del suo fucile è una storia di genialità che si fonde con l’orrore, è l’intelletto che posa il suo bacio gelido e mortifero sulle labbra dell’umanità.